Hackathon@UniPG

Come si stava accennando dai vari canali Twitter e Google+, l’hackathon Android tra alcune Università italiane, organizzato con il supporto di Google, dei suoi Google Developer Group e (soprattutto) dei referenti interni alle Università, è stato confermato! Proprio per questo il GDG Perugia, patrocinato dall’associazione Tinker Garage, ha deciso di partecipare attivamente organizzando un evento riservati agli studenti del Dipartimento di Matematica ed Informatica durante il del corso di Ingegneria del Software.

A tal proposito, quale momento migliore per proporre un workshop su Android? Emanuele Palazzetti, dopo una breve introduzione motivazionale per immergere gli studenti nello spirito dell’hackathon, si è concentrato sull’importanza del brainstorming iniziale e della progettazione delle applicazioni per suddividere correttamente i compiti e massimizzare la qualità del lavoro di squadra.

Android Workshop@DMI
Android Workshop@DMI

Dopo questa prima fase, si è passati a discutere di (Anti)-pattern e di pattern in merito all’utilizzo di servizi REST che espongono delle API pubbliche da parte di Android. Subito dopo: “hands-on-code”! E’ stato illustrato l’oggetto del workshop: creare un’applicazione Android in grado di visualizzare una lista di oggetti prelevata da una Django app attiva in un servizio cloud.

L’intero workshop ha seguito un iter di spiegazione del codice a step. Si è passati dall’utilizzare i pattern sbagliati per comprendere l’errore,  fino ad arrivare ad una implementazione corretta in grado di recuperare i dati dall’applicazione Django.

Di seguito le slide dell’evento, i sorgenti del backend Django ed i sorgenti dell’applicativo Android.

(Bonus track: i “sorgenti” delle slides)

Esito workshop su Arduino

“Esplosione” (voluta) di un paio di LED. Un rumore improvviso, causato da una bottiglia di plastica, che blocca tutti i partecipanti per capire se fosse stata veramente una bottiglia, oppure un altro LED sacrificato per una giusta causa. Partecipanti attenti a seguire il workshop per riuscire ad estrapolare quante più informazioni possibili per seguire il consiglio iniziale dato da Emanuele Palazzetti: “DON’T TRY THIS AT HOME“.

Durante il workshop
Durante il workshop

Tutto ha inizio con una breve introduzione ai principi di elettrotecnica, indispensabili per cominciare le prime operazioni di “tinkering” su Arduino. Nonostante tutta la volontà dei partecipanti di restare attenti alle prime spiegazioni, gli occhi andavano sempre su quei gingilli disposti al centro del tavolo: Arduino, Breadboard, componenti vari (LED, resistenze, motori), schede perforate, ecc…

La strumentazione per i partecipanti
La strumentazione per i partecipanti

Dopo aver distribuito le strumentazioni ai partecipanti, il workshop vero e proprio ha avuto inizio e ci si è concentrati fin da subito con i primi esercizi più basilari: accensione del primo LED, utilizzo delle resistenze (ed il loro calcolo senza usare Internet!), utilizzo degli switch per alterare il comportamento di Arduino ed il funzionamento di circuiti in serie ed in parallelo. Dopo aver messo mano all’hardware, non sono mancate le spiegazioni sul software impiegato in ciascun esercizio.

Un evento che è riuscito a dare le basi di elettrotecnica necessarie per cominciare a giocare con questo divertente microcontrollore, così da dare un’infarinata su tutto quello che serve per cominciare lo sviluppo dei primi prototipi delle idee che ci frullano in testa.

Di seguito il collegamento alle slide utilizzate durante il workshop mentre queste sono le slide per i più “Tinker” 🙂

Happy tinkering!